avvento letterario 2010
I calendari dell’Avvento letterario di Mare di Libri
Calendario dell’avvento! Le migliori poesie, una al giorno per aspettare il Natale.

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24 dicembre

La Notte Santa
Guido Gozzano
– Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell’osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.

Il campanile scocca
lentamente le sei.

– Avete un po’ di posto, o voi del Caval Grigio?
Un po’ di posto per me e per Giuseppe?
– Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe.

Il campanile scocca
lentamente le sette.

– Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
– Tutto l’albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate al Cervo Bianco, quell’osteria più sotto.
Il campanile scocca
lentamente le otto.

– O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
avete per dormire? Non ci mandate altrove!
– S’attende la cometa. Tutto l’albergo ho pieno
d’astronomi e di dotti, qui giunti d’ogni dove.

Il campanile scocca
lentamente le nove.

– Ostessa dei Tre Merli, pietà d’una sorella!
Pensate in quale stato e quanta strada feci!
– Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
Son negromanti, magi persiani, egizi, greci…

Il campanile scocca
lentamente le dieci.

– Oste di Cesarea… – Un vecchio falegname?
Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L’albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
non amo la miscela dell’alta e bassa gente.

Il campanile scocca
le undici lentamente.

La neve! – ecco una stalla! – Avrà posto per due?
– Che freddo! – Siamo a sosta – Ma quanta neve, quanta!
Un po’ ci scalderanno quell’asino e quel bue…
Maria già trascolora, divinamente affranta…

Il campanile scocca
La Mezzanotte Santa.

È nato!
Alleluja! Alleluja!

È nato il Sovrano Bambino.
La notte, che già fu sì buia,
risplende d’un astro divino.
Orsù, cornamuse, più gaje
suonate; squillate, campane!
Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!

Non sete, non molli tappeti,
ma, come nei libri hanno detto
da quattro mill’anni i Profeti,
un poco di paglia ha per letto.
Per quattro mill’anni s’attese
quest’ora su tutte le ore.
È nato! È nato il Signore!
È nato nel nostro paese!
Risplende d’un astro divino
La notte che già fu sì buia.
È nato il Sovrano Bambino.

È nato!
Alleluja! Alleluja!

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23 dicembre

C’era
Juan Ramón Jiménez
L’agnello belava dolcemente.

L’asino, tenero, si allietava
in un caldo chiamare.

Il cane latrava
quasi parlando alle stelle.

Mi svegliai…Uscii. Vidi orme
celesti sul terreno
fiorito
come un cielo capovolto.

Un soffio tiepido e soave
velava l’alberata:

la luna andava declinando
in un occaso d’oro e di seta
apersi la stalla per vedere se Egli
era là…

C’era…

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22 dicembre

Il passero
Gianni Rodari
Apritemi, per favore,
la finestra del salotto:
sono un povero passerotto
che ha freddo fino al cuore.

Vi ho visti che piantavate
in un angolo del tinello
quel meraviglioso alberello
dalle foglie incantate:

ogni ramo si curva al peso
di un frutto sconosciuto,
e su ogni ramo ho veduto
una stella col lume acceso.

Vi spiavo dal davanzale
piuma a piuma intirizzito:
ma adesso l’avete finito,
l’albero di Natale.

Adesso è tutto a posto:
fatemi dunque entrare,
il mio nido potrei fare
sul ramo più nascosto.

Non vi darei tanta noia,
sono un passero per benino.
E per il vostro bambino
pensate domani che gioia

trovare tra i doni
dietro una mezzaluna di latta,
fra la neve d’ovatta
e la rugiada di vetro,

trovare un passero vero
con un cuore vero nel petto
che guarda dal suo nidetto
con il vivo occhio nero,

una viva creatura
che vuol essere scaldata,
che ha bisogno d’essere amata,
che ha freddo, fame, paura…

I bambini sono tutti buoni,
e andremo d’accordo, perché
chiedo così poco per me
di tutti i loro doni:

un cantuccio di torrone
per appuntirci il becco,
il biscotto più secco,
la crosta del panettone…

Che tenero frullo d’ale
in cambio vi posso dare!

Lasciatemi volare
sull’albero di Natale.

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21 dicembre

L’albero di Natale in casa
Vivian Lamarque
Aiuto! Aiuto!
Ma dove sono?
Sarà solo un brutto sogno?

Questa mattina
mi sono svegliato
ma dove sono capitato?
Non c’è più la mia pineta
e dei miei amici
nemmeno uno
nemmeno un cielo
nemmeno un prato
dove, aiuto!
mi sono svegliato?

E la sera
nessun firmamento
si accende una scatola
con dentro una luce
che loro chiamano tivù:
è il loro cielo
ma è senza luna
e di stelle nemmeno una.

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20 dicembre

Il cielo è basso
Emily Dickinson
Il cielo è basso, le nuvole a mezz’aria,
un fiocco di neve vagabondo
fra scavalcare una tettoia o una viottola
non sa decidersi.
Un vento meschino tutto il giorno si lagna
di come qualcuno l’ha trattato;
la natura, come noi, si lascia talvolta sorprendere
senza il suo diadema.
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