Zero lezioni di vita, per fortuna
Diario dell’anteprima del film Quel fantastico peggior anno della mia vita
 [space height=”5″]
  [space height=”5″]
“Quindi è possibile che stiate pensando: – Figo! Una storia piena di saggezza e profonde riflessioni sull’amore, la morte, il diventare adulti. Un fiume di lacrime dall’inizio alla fine. Non sto nella pelle -. Se questo corrisponde a quel che vi passa per la testa, fareste meglio a gettare il libro in una pattumiera e a cambiare aria.” Nota di Greg Gaines, voce narrante di questo libro.
Mare di Libri è andato in trasferta. Precisamente a Milano, su invito di Einaudi, per assistere all’anteprima del film Quel fantastico peggior anno della mia vita, dopo aver divorato il libro, sempre fortunosamente in anteprima. Innanzitutto, focalizziamo la nostra attenzione su questo insolito romanzo, che promette di essere fin dalle prime pagine del tutto anticonvenzionale. Una ragazza come le altre, malata di leucemia, un ragazzo molto divertente dalla faccia da roditore che cerca di sopravvivere al liceo, che ovviamente “fa schifo” (Greg G., capitolo primo): ci aspetteremmo un’intensa storia d’amore sentimentale, con un finale ricco di rivelazioni commoventi. Beh, Quel fantastico peggior anno della mia vita è una storia di amicizia e di crescita, ma non d’amore. Greg lo dice al lettore in tanti fantasiosi modi, che sarebbe impossibile pensarlo. Eppure siamo convinte che risieda qui la sua forza, la sua immediatezza. È un libro vero, a tratti scomodo, spesso imbarazzante, perfino inopportuno, come lo è il suo protagonista nel relazionarsi con le ragazze, con i suoi compagni e genitori, con la malattia. Ma vediamo nel dettaglio quali sono state le nostre impressioni:
[space height=”5″]
– Bianca
Ho iniziato a leggere il libro e già alla seconda pagina avevo un sorriso stampato sul volto, quando poi l’ho finito mi sono detta: “Finalmente!”. Finalmente un libro vero, finalmente una storia che potrebbe benissimo capitare nella vita reale e che, soprattutto, non ha la presunzione di insegnarti per forza qualcosa. Ho adorato il fatto che non vuole essere strappalacrime e che non sono presenti massime altamente filosofiche sulla vita e sulla morte: è semplicemente vero, molto di più di altri libri! Mi è piaciuta l’imperfezione, l’imperfezione dello stile e dei personaggi; non sempre infatti le persone fanno tutto ciò che fanno perché lo vogliono, gli esseri umani sono imperfetti e in questo libro ho ritrovato molto di ciò che ci rende tali. Spesso, durante la lettura, mi sono ritrovata a pensare che se avessi conosciuto Greg forse ci avrei spesso discusso, ma mi sarebbe stato molto simpatico. Così come mi sono ritrovata nelle scelte di Rachel, paziente, spesso silenziosa e insieme altruista. È un libro che mi ha fatto bene, irriverente e altamente ironico, quasi una boccata d’aria fresca. Così sono arrivata a Milano con grandi aspettative e, devo dire, non sono state totalmente deluse. Ho trovato il film molto piacevole, diverso dal libro, certo, ma non per questo meno bello. Ho apprezzato che sia rimasta l’ironia caratterizzante, nonostante i molti cambiamenti presenti. È un film girato bene, forse più romanzato rispetto alla versione letteraria ma comunque originale; l’ho apprezzato molto.
 [space height=”5″]
– Viola
Non mi ritengo una lettrice altamente selettiva, però un Buon Libro richiede una storia costruita, dei personaggi interessanti e una scrittura coinvolgente. Posso affermare con piacere che Quel fantastico peggior anno della mia vita ha soddisfatto tutti i punti. Il particolare vincente di questo romanzo è il suo autoironico protagonista, descritto con un realismo e una partecipazione tali che il lettore non può non simpatizzare per questo ragazzo non esattamente bello, goffo, con un’esasperante tendenza alle brutte figure: finalmente un personaggio normale! Greg perde la testa per una delle ragazze più belle della scuola, ha la passione di girare film amatoriali con il  suo “collaboratore” Earl, appartiene a una famiglia confusionaria ed inizia a frequentare Rachel, malata di leucemia, soltanto su esortazione di sua madre. Mancano totalmente (e per fortuna) toni paternalistici, drammi e sentimentalismi, clichè, stereotipi che solitamente affliggono libri di questo genere e qui risiede la genialità. È un romanzo per ragazzi perché sono proprio gli adolescenti che si confrontano con la realtà, lasciando agli adulti un ruolo marginale, è un diario che rivela i profondi o prettamente superficiali pensieri di Greg, le sue insicurezze sensate, le esperienze più o meno importanti e i numerosissimi sbagli. Assolutamente sincero, così squisitamente politicamente scorretto (“Questo libro contiene zero lezioni di vita, zero piccole verità sull’amore, zero momenti di calde lacrime in cui abbiamo tipo capito di aver abbandonato l’infanzia per sempre”), sfrontato e ironico: uno dei libri che consiglierò maggiormente ai miei coetanei, soprattutto ai più cinici. Se da una parte il libro si contraddistingueva per questa mancanza totale di idealizzazione, dall’altra ho trovato il film, per quanto affascinante, più emotivo e personale. I personaggi erano caratterialmente molto fedeli, le situazioni  e i luoghi meno, ma ciò non toglie nulla al fatto che il film sia  piacevolissimo, ricco di rimandi cinematografici e citazioni illustri, anche se, con assoluta parzialità, continuo a preferire il libro.
 [space height=”5″]
Ringraziamo di cuore Einaudi per averci permesso di leggere e di vedere Quel fantastico peggior anno della mia vita in anteprima.
 [space height=”5″]
Bianca, 18 anni
Viola, 17 anni