Sotto una buona stella

Sotto una buona stella
Diario della prima del film Colpa delle stelle
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La stazione di Rimini è troppo piccola per contenere l’entusiasmo di due ragazze come noi a cui sono stati messi in mano, inaspettatamente, i biglietti della prima proiezione italiana di Colpa delle stelle. Nonostante tutto però la terra resiste, i binari non saltano per aria, e così riusciamo finalmente a partire. Il viaggio fino a Bologna passa in fretta, tra chiacchiere e buone letture, e – udite, udite! – arriviamo a destinazione senza alcun minuto di ritardo.
Dopo qualche attimo di confusione e tre scale mobili che portano in un inaspettato viaggio al centro della terra, raggiungiamo il nostro binario. Stavolta la meta è Milano, che oggi si è trasformata nel sogno proibito di buona parte delle ragazze italiane.
Una volta arrivate ci ritroviamo gettate nel caos e senza sapere bene dove andare, seguiamo la massa – questa è una delle poche situazioni in cui è consigliabile farlo! Alla fine raggiungiamo l’uscita della stazione e incontriamo la nostra guida milanese, una ragazza masochista quanto noi che non vede l’ora di arrivare nella sala in cui verrà proiettato il film.
Davanti all’ingresso del cinema c’è già una lunga fila di persone che aspettano di entrare, ma noi non ci scoraggiamo e aspettiamo pazientemente, finché finalmente entriamo.
Il film si rivela molto fedele al libro, le battute dei personaggi in molti casi sono riprese parola per parola dal romanzo, e ben presto ci ritroviamo in un mare di lacrime – è impossibile non versarne almeno una. Shailene Woodley e Ansel Elgort sono bravissimi nei panni di Hazel e Gus, e anche Isaac, interpretato da Nat Wolff, trova spazio e si ritaglia una parte importante all’interno del film. Ci ritroviamo a piangere e ridere contemporaneamente, a voler smettere di guardare – com’è possibile sentire in maniera così concreta il dolore dei personaggi? – ma a non distogliere comunque gli occhi. Alla fine da più parti della sala si sentono persone singhiozzare, ma noi dobbiamo sgusciare via ancora prima che i titoli di coda finiscano. Proprio a causa della grande fedeltà al libro, il film è durato quasi due ore, e noi rischiamo di perdere il treno – l’ultimo disponibile per oggi che non abbia dei cambi.
Il traffico delle otto di sera ci tiene con il fiato sospeso e ci rallenta più del previsto, così raggiungiamo la stazione pochi minuti prima della partenza del treno. Fortunatamente il nostro binario è vicino all’ingresso, e tra occhiate divertite o compassionevoli dei passanti, diventiamo delle maratonete improvvisate. Le stelle ci sono favorevoli, e una volta tanto i proverbiali ritardi di Trenitalia si dimostrano utili: la partenza è stata posticipata di venti minuti.
Sudate, con gli occhi ancora rossi e il trucco waterproof che non ha retto ai nostri pianti disperati, finalmente possiamo addormentarci sui sedili troppo piccoli – non prima di aver messo la sveglia qualche minuto prima dell’orario in cui dovremmo arrivare a Rimini.
Come dice Augustus, “non puoi scegliere di essere ferito in questo mondo, vecchio mio, ma hai qualche possibilità di scegliere da chi farti ferire”. Noi abbiamo fatto la nostra scelta, e siamo felici di aver deciso di lasciarci travolgere dall’inevitabile tristezza che accompagna la visione di un film come Colpa delle stelle.
Elena, volontaria