Fuori dalla discarica
Trash arriva al cinema
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L’odore nausebondo, quel fetore che appesta l’aria è il primo ricordo che si ha di Behala, la discarica dove è ambientato Trash, dapprima romanzo dell’inglese Andy Mulligan e poi film di Stephen Daldry, di recente trionfatore del Festival Internazionale del Film di Roma. Che tu legga prima il libro o veda il film cambia poco, quell’odore ti resterà ben impresso a mente. Questa montagna d’immondizia Mulligan l’ha immaginata nelle Filippine, paese che conosce bene perché ci ha vissuto per lunghi periodi insegnando ai ragazzi locali mentre Daldry e lo sceneggiatore Richard Curtis l’hanno trasferita in Brasile volendo inviare un messaggio non tanto indiretto alle autorità del paese che si prepara ad ospitare le Olimpiadi dopo i recenti campionati del mondo di calcio. La sto­ria parla di tre ragaz­zini che vivono nella discarica, Raphael, Gardo, Ratto e che hanno appic­ci­cata alla pelle la puzza di quella pat­tu­miera metro­po­li­tana — e gli dona una pos­si­bi­lità di riscatto: fru­gando in mezzo ai rifiuti sca­ri­cati dal camion che pro­viene dai quar­tieri bene­stanti, tro­vano un bor­sello: ci sono un po’ di soldi, una chiave, una carta d’identità. Appar­tiene a José Ange­lico, faccendiere di un potente politico locale. Non è cosa da niente: sulle tracce di quel tesoro miste­rioso c’è anche la poli­zia cor­rotta e i tre pro­ta­go­ni­sti comin­ciano a pas­sar­sela assai male, inse­guiti, per­se­gui­tati, arre­stati, pic­chiati. Resi­stono: lo sanno fare, dato che è la prima cosa a cui pen­sano ogni mat­tina, quando aprono gli occhi. Dalla loro parte, si schie­rano due adulti con la vocazione di salvare i bambini perduti: padre Juillard che gestisce con tenacia la Missione vicino alla discarica e la sua aiutante, la coraggiosa ed idealista sorella Olivia. Alla fine i tre ragazzi, e una nuova amica incontrata lungo la via, riusciranno a ritrovare la libertà in una spiaggia remota, al sicuro da tutte le minacce che li hanno perseguitati fino a quel momento.
Se nel libro la polifonia di questa storia e il suo ritmo molto movimentato vengono resi con l’alternanza dei punti di vista tra i vari protagonisti nel film la camera segue, anzi sarebbe meglio dire insegue, uno dopo l’altro i tre attori esordienti che interpretano con incredibile bravura i loro ruoli e sanno dare spessore ai personaggi nati dalla carta. Accanto a loro Martin Sheen e  Rooney Mara sono molto bravi a portare sul grande schermo la forza morale che Mulligan ha donato a Padre Juillard e sorella Olivia.
Il messaggio ecologista e di denuncia verso i poteri forti, in difesa delle classi più deboli non si attenua dal libro al film ma la scelta di un’ambientazione brasiliana è come ho già detto anche una scelta politica e sembra localizzare molto un problema che invece è comune a molte aree del mondo. Sarebbe bello però che tutti i potenti del mondo si sentissero un po’ attaccati, sarebbe questa la vera vittoria di Raphael, Gardo e Ratto.
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Trash è stato anche uno dei romanzi in gara nella II edizione del nostro concorso Ciak, si legge!. Ecco il booktrailer realizzato dai ragazzi dell’Avamposto La Grande Quercia di Bologna, con cui si sono guadagnati il secondo posto.
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