18-19-20 giugno 2021

Recensione a più voci

Titolo

Matteo Corradini, Luci nella Shoah: le cose che mi hanno tenuto in vita nel buio, DeAgostini

Età di lettura consigliata: dagli 11 anni

TRAMA

Ti è mai capitato di accendere un fiammifero in una stanza buia? Hai notato quanto una sola fiamma possa cambiare la tua visione delle cose? Ora immagina di avere cento fiammiferi, tutti accesi: ciò che vedi si fa sempre più nitido. Adesso pensa a queste piccole luci come storie diverse, ma in un qualche modo simili, legate da un filo che le unisce. In Luci della Shoah di Matteo Corradini, questo filo si chiama “Speranza” ed ogni ragazzo, ragazza, o adulto che troviamo raccontato ha fatto di tutto per aggrapparsi ad essa, sotto forma di diversi oggetti, anche banali nella loro quotidianità, come unico modo per sopravvivere alla tragedia delle persecuzioni naziste e della Shoah.

Per saperne di più sull’autore puoi leggere una breve biografia qui e guardare la videointervista che due nostre volontarie gli hanno fatto in collaborazione con DeAgostini cliccando qui.

L’OPINIONE CRITICA
di Luca Villa

Non è un compito facile raccontare le storie di chi ha vissuto sulla propria pelle l’esperienza della Shoah riservando alla luce un ruolo da protagonista. Certo, in Luci della Shoah l’oscurità la incontriamo continuamente e non potrebbe essere altrimenti; è però una presenza che si fa sentire ma non opprime, in un costante contrasto con la speranza, rappresentata dal potere di astrazione degli oggetti e dal ricordo della quotidianità come ancore salvifiche quando ci troviamo in balia di eventi al di fuori della nostra comprensione.

La grande forza di questa raccolta di storie sta proprio nella capacità dell’autore di mettere in scena questo continuo dialogo e contrasto tra luce e buio: raccontando l’umanità nell’orrore ci fa sentire i personaggi delle sue storie estremamente vivi e vicini a noi, non degli estranei ma persone con cui riusciamo nello spazio di poche pagine a stabilire un forte legame empatico.

Tutto questo senza ridurre il senso del dramma collettivo rappresentato dalla Shoah, senza cadere nell’anacronismo, con una grande capacità di tratteggiare luoghi, persone e situazioni da cui emerge il lavoro di ricerca del Corradini ebraista.

 

L’OPINIONE DEI LETTORI E DELLE LETTRICI
di Alice, 15 anni
maglietta bianca del festival Mare di Libri

Una cosa che ho apprezzato molto di Luci nella Shoah è la sua originalità rispetto ad altri libri che affrontano lo stesso argomento. Spesso quando si parla dello sterminio degli ebrei si raccontano eventi tristi, perché si è abituati a vedere quel periodo come uno dei più bui della storia. Nonostante ciò, anche durante quegli anni alcune persone sono riuscite a trovare dei momenti di normalità, in una situazione che era tutt’altro che tale. In questo libro ci vengono presentati proprio questi attimi che si sono distinti fra tutti, attimi in cui si è creata unità ed empatia tra i prigionieri dei campi di sterminio o dei ghetti superando molte barriere, come quelle della diversa nazionalità e lingua, facendo invece forza sulle esperienze comuni.

Consiglio questo libro a tutti coloro che hanno voglia di immergersi in una lettura che dia una visione diversa e nuova della Shoah e che ci faccia capire l’importanza di cose che prima potevamo considerare irrilevanti.

 

SE TI INTERESSA QUESTO ROMANZO POTRESTI LEGGERE ANCHE:

Liliana Segre, Scolpitelo nel vostro cuore, Piemme
Lia Levi, Una bambina e basta, E/O
Matteo Corradini, La repubblica delle farfalle, Rizzoli
Judith Kerr, Quando Hitler rubò il coniglio rosa, Rizzoli
Robert Sharenow, La stella nel pugno, Piemme
Uri Orlev, L’isola in via degli uccelli, Salani

 

COLLEGAMENTI MULTIMEDIALI PER CONTINUARE A RIFLETTERE SULLA STORIA TRA MUSICA, FILM E ALTRO ANCORA:

Ascolta – Auschwitz, Francesco Guccini, 1966
Ascolta – Story of IsaacLeonard Cohen, 1969
Ascolta – No lost love, Joy Division, 1988
Ascolta – Terezín: The Music 1941-1944, AA. VV., 1991 (compilation di brani di musica classica composta dai musicisti detenuti a Terezìn)
Guarda – Il labirinto del silenzio di Giulio Ricciarelli, Germania, 2014
Guarda – Un sacchetto di biglie di Christian Duguay, Francia, Canada e Rep. Ceca, 2017
Guarda – JoJo Rabbit di Taika Waititi, USA, Nuova Zelanda e Rep. Ceca, 2019

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