Louis Sachar

Autore

Biografia

Louis Sachar è nato il 20 marzo 1954 a East Meadow, nello stato di New York, USA.
A scuola è sempre stato un bravo studente, ma è diventato un lettore accanito solo dalle scuole superiori. Gli autori che più lo hanno ispirato sono stati J. D. Salinger e Kurt Vonnegut.
Nella sua vita ha fatto diversi lavori tra cui il venditore di prodotti per la pulizia porta a porta e l’insegnante in una scuola elementare.
Ha scritto il suo primo libro per ragazzi negli anni ’70. Nel 1980, dopo studi universitari un po’ discontinui e una precedente laurea in economia, si è laureato in legge. Ha iniziato a lavorare in uno studio legale, ma appena i suoi libri per ragazzi gli hanno permesso di guadagnare abbastanza ha deciso di abbandonare la carriera in legge, che in realtà non lo aveva mai attirato molto, e di fare solo lo scrittore.
Nel 1985 si è sposato e due anni dopo è nata sua figlia Sherre. Vive con la moglie, la figlia e un cane, Watson, ad Austin, in Texas. Il suo hobby preferito è giocare a bridge e di questo gioco ha parlato anche nel libro Il voltacarte.
Ha scritto oltre venti libri e vinto molti importanti premi letterari tra cui la Newbery Medal, il più prestigioso premio americano di letteratura per ragazzi, nel 1999 per il libro Buchi nel deserto.
Da Buchi nel deserto la Walt Disney Picture nel 2003 ha tratto un film.

BIBLIOGRAFIA SINTETICA

Buchi nel deserto (Holes), Piemme – Traduzione L. Cangemi
Un gioco da ragazzi (Small steps), Piemme – Traduzione A. Ragusa
Il voltacarte. Storia di un re, una regina e un jolly (The Cardturner), Piemme – Traduzione F. Bonetti

La scorciatoia, Piemme – Traduzione F. Bonetti

FILMOGRAFIA SINTETICA

Holes – Buchi nel deserto, Andrew Davis, USA, 2003 tratto dall’omonimo romanzo

CONTENUTI SPECIALI

Per sapere qualcosa in più su Louis Sachar leggi la breve intervista realizzata dai giovani volontari di Mare di Libri che lo hanno incontrato al Festivaletteratura di Mantova nel settembre 2012.
Intervista Louis Sachar
È la prima volta che viene a Mantova? Quali sono le differenze che lei nota nei festival letterari italiani rispetto a quelli americani?
È la prima volta che vengo a Mantova, e penso sia una città bellissima! La differenza tra i festival italiani e quelli americani è prima di tutto la lingua, che in questo caso crea una barriera tra me e il pubblico. Non posso parlare direttamente, ho bisogno dell’interprete.
Nel libro “Buchi nel deserto si parla spesso di maledizioni; lei crede nell’ esistenza di maledizioni ereditarie?
No, non credo alle maledizioni, ma sostengo che in ognuno di noi abbia nella sua vita qualcosa un segno lasciato dai propri antenati.
Quando scrive tiene conto della “moda” del momento, per esempio riguardo i generi letterari?
No, scrivo ciò che mi piace e mi diverte o ciò che riguarda la mia vita; ad esempio l’ispirazione per “Buchi nel deserto” è arrivata dopo il trasferimento in Texas. Invece ho scritto “Il voltacarte” ispirandomi alla mia grande passione per il bridge.
Sin da bambino sapeva che cosa avrebbe voluto fare da grande?
In realtà avrei sempre voluto fare lo scrittore; tuttavia ho scelto di laurearmi in legge per avere un lavoro più pragmatico e sicuro. Ma mentivo a me stesso, non era quella la mia strada.
Quanti ha iniziato a scrivere e quanti suoi libri sono stati pubblicati?
Ho iniziato a scrivere nel 1970 e dei miei 25 libri 20 sono stati tradotti all’estero, di cui cinque anche in Italia.
Benedetta e Sofia, volontarie di Mare di Libri