I grandi lettori 2017

Michele

Nome e cognome: Michele Morselli

Data di nascita: 13 luglio 2002

Classe, sezione, scuola: 1A, Liceo classico “Polo Romani” di Casalmaggiore

Da quando, quanto e quando leggi?
Lettore piuttosto precoce, già a quattro anni e mezzo invadevo casa con i mitici “Topolino”, comprati massivamente da rivenditori e mercatini dell’usato, a cui devo il mio primo approccio alla lettura, insieme all’altrettanto mitico Geronimo Stilton, altra pietra miliare della mia infanzia. Poi, periodo leggo-quello-che-mi-passa-sotto-il-naso-indipendentemente-da-cosa-sia, per poi passare alla scelta di cosa leggere e quando leggerlo e come leggerlo e come perderlo (MICHELEEEEE, DOVE SONO I LIBRI DA RESTITUIRE IN BIBLIOTECAAA???), e lo sviluppo di un vero e proprio senso critico. Quando e quanto leggo? Dipende, passo da periodi di “carestia letteraria” (chissà perché proprio durante il fine quadrimestre, verifica mia portami via), a periodi in cui “datemi della carta scritta prima che mi metta a leggere sui flaconi del detersivo”. E se per “quando leggi” intendi durante la giornata, basta che sia un orario che esiste sul quadrante di un qualunque orologio a quarzo, e che non ci siano incombenze come cataclismi o verifiche (totalmente equiparabili), ma generalmente la sera, spiaggiato sul divano.

Cinque libri che hai amato tantissimo da quando eri bambino a oggi
Il GGG, Roald Dahl
La serie Agatha Mystery, Sir Steve Stevenson
L’Atomica, Steve Sheinkin
Stoner, John Edward Williams
Divergent, Veronica Roth

Quali sono le tue passioni oltre la lettura?
“MOOOOSECA”, no ok, seriamente, la musica è un’importante parte del mio quotidiano, che sia il flauto traverso (che suono felicemente da 4 anni e mezzo), o del sano rock (anche col flauto traverso, volendo). Faccio anche parte di un paio di bande sparse per il mantovano, oltre a innumerevoli impegni che il mio estro flautistico mi procura in ogni parte del mon… Non posso dire una cosa del genere, vero? Peccato.
Non sono assolutamente uno sportivo da “futura promessa olimpica”, ma non il tipo da rifiutare una partitella a calcio nel campetto dell’oratorio (d’estate, arido come la Grande Mesa, d’inverno, l’Amazzonia acquista un non-so-che di confortevole). E poi sì, mi piace scrivere. Lettere, prose, falsificazioni varie, e chi più ne ha più ne metta.

Una tua qualità e un tuo difetto
Onesto, con me stesso e con gli altri, e direi comprensivo, ma d’altro canto sono ironico, ironia che a volte diventa saccenteria, e a volte diventa cinismo, e sono molto, molto sbadato e i cinque minuti di ritardo sono canonici, quasi un marchio di fabbrica. Ah, e non molto rispettoso delle consegne, credo.

Un personaggio di un libro con cui vorresti trascorrere 24 ore
Mhh, domanda ardua. Tutti quelli che mi vengono in mente sono personaggi troppo… sicuri di sé, eroici, con cui non avrei niente da condividere, con cui non passerei una bella giornata in senso lato. Ma devo dire che Percy Jackson, dell’omonima saga, con quella sua ironia e autoironia tagliente, con quella sicurezza di sé mista a modestia che lo contraddistingue, irriverente, ma non ribelle, e che non sbandiera al mondo il suo essere speciale, sarebbe una scelta azzeccata. Non compare nei 5 libri già nominati, giusto perché non ha segnato una particolare svolta del mio essere lettore, ma l’ho apprezzato parecchio. E diciamocelo, ho un debole per il mondo greco-romano, per tutto ciò che ha rappresentato e che rappresenta, più vivo che mai.

Una citazione che ti rappresenta
Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi” – Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo

Un mio ritratto

Il mio luogo preferito in cui leggere