A tu per tu con...

Beatrice Masini e Nicoletta Ceccoli

PARLIAMO DI:

Sogni di Bambine

Una bambina che racconta è uno spunto interessante per chi di mestiere racconta a bambini e ragazzi, con la penna o la matita. Per noi lettori è ancora più interessante se a farlo sono due talenti della carta, scritta o disegnata, come Beatrice Masini e Nicoletta Ceccoli. Mare di Libri intervista per voi le due autrici di Sogni di bambine (Rizzoli, 2012).

Beatrice Masini e Nicoletta Ceccoli, firme note nel mondo della Letteratura per ragazzi, per la prima volta insieme. Come è nata l’idea di questa collaborazione?
Nicoletta
: Dalla fortuna di avere attirato il talento di Beatrice. È stata lei a propormi l’idea di scrivere delle storie su misura per alcuni miei disegni preesistenti abitati da enigmatiche bambine. A pensarci adesso, ho quasi la sensazione che quei disegni fossero in attesa di vivere una storia, e Beatrice è riuscita a intesserci intorno dei racconti che li reinventano e allo stesso tempo rispettano lo spirito con cui li avevo creati. Anche io quando disegno ho in mente una narrazione, ma di solito la lascio aperta al mistero, così che chi guarda possa trovare la propria interpretazione. Mi sono specchiata nei racconti di Beatrice, e ho amato i suoi testi come sento ha fatto lei coi miei disegni.
Beatrice: È un progetto nato alla rovescia: Nicoletta ha raccolto una galleria completa e ricchissima di sue figure in un libro importante, Beautiful Nightmares, pubblicato dall’editore francese Venusdea, e abbiamo pensato di sceglierne dodici, d’intesa, e farle diventare un libro. Mia figlia Emma, che ha tredici anni, mi ha aiutato nella scelta; Nicoletta poi ha visto la selezione e dato il suo assenso. E infine ho scritto le storie, lasciandomi prendere dal fascino di ciascuna immagine. Nicoletta le ha lette, e Mariagrazia Rocchetti ha impresso il suo pensiero grafico su tutto. È stato tutto un andirivieni, molto leggero, devo dire: come se ci trovassimo sulla stessa lunghezza d’onda anche a distanza.

Sogni di bambine è un insieme di storie brevi e fantasiose di una bambina che racconta altre bimbe. Qual è, di tutte queste, la storia che vi è piaciuto di più illustrare o scrivere?
Nicoletta: Mi è piaciuta la storia che Beatrice ha inventato per Ella e il drago perché racconta bene la solitudine che io immaginavo quando l’ho disegnata, la sua difficoltà ad accogliere e farsi accogliere, il suo essere attraente e pericolosa, misteriosa e incomprensibile.
Beatrice: Tilde dei topi. A me i topi piacciono moltissimo, e penso che siano della misura giusta per essere buoni amici di una bambina. Topi, non ratti, s’intende. Ma la parola topo è così bella.

C’è un vostro “sogno di bambina” che anche adesso ricordate volentieri?
Nicoletta: Un sogno di una casa dentro una casa dentro una casa dentro una casa che non finivo mai di esplorare.
Beatrice: Estate, notte. Sono sul sedile dietro della macchina, dai finestrini abbassati entrano buio, vento e lontani bagliori. Non so se è un sogno o un ricordo. Ma fa lo stesso.

 

Nicoletta Ceccoli, Sogni di bambine, Rizzoli
Età di lettura consigliata: dai 13 anni