A tu per tu con David Levithan

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a tu per tu con…
DAVID LEVITHAN
Se potessi vivere nel corpo o nella mente di qualcun altro, chi sceglieresti?

Sceglierei qualcuno che non conosco. Penso che sarebbe troppo difficile occupare il corpo e la vita di un amico, e poter essere una celebrità non mi interessa molto. Se dovessi farlo (e non ne ho una particolare voglia!), vorrei che fosse casuale.

Ci sarà mai la possibilità di leggere il sequel di “Ogni giorno” e scoprire cose succede ad A dopo la fine del romanzo?
Al momento penso che se anche dovessi scrivere un altro libro nel mondo di A, non parlerebbe di A ma riguarderebbe invece un altro personaggio. Ma forse non lo scriverò mai – vedremo!

Nel romanzo ogni vita che A vive corrisponde a un capitolo. Il lettore sa bene che il vero desiderio di A, quando si sveglia, è quello di rimanere in quella vita e di trovare un corpo permanente. Tra le molte vite che A vive durante il romanzo, ce n’è una che avresti voluto esplorare più in profondità, e di cui ti sarebbe piaciuto parlare per più di un capitolo?
Non voglio rivelare niente, ma il capitolo su Kelsea è stato il più difficile da chiudere.

Durante un’intervista, hai detto che tu hai giocato con l’idea fondamentalmente alla base di “Ogni giorno” per diversi anni. C’è un momento in particolare in cui hai realizzato di doverla scrivere? Se c’è stato, qual è stata la cause di questa illuminazione?
[NON RISPONDO PERCHÉ NON NE HO IDEA]

Nel tuo romanzo, il sesso non è al centro della trama, anche se gli ogni_giorno.jpgadolescenti sono ossessionati dal contatto fisico. A un certo punto, A è tentato di cercare più intimità con Rhiannon. Perché hai deciso di creare per loro una relazione per lo più platonica? È forse l’ennesima dimostrazione di come l’ Amore si innalzi al di sopra delle convenzioni sociali, o la scelta è dovuta ad altro? Perdona la mia curiosità “patologica” e grazie per la bellissima storia che ci hai donato.
[NON RISPONDO NEANCHE A QUESTA, PERCHÉ PENSO CHE SIA SPIEGATO NEL CAPITOLO E NON VOGLIO RIVELARE LA SPIEGAZIONE PRIMA CHE IL LETTORE L’ABBIA LETTA. MA IN BREVE LA SPIEGAZIONE È CHE A NON SI SENTE A SUO AGIO NELL’USARE IL CORPO DI UN ALTRO IN QUEL MODO, PERCHÉ IL SESSO È MOLTO PERSONALE]
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Lei è un autore molto prolifico e che ha avuto molto successo; ha dei rituali particolari che la aiutano nello scrivere i suoi romanzi? Ci sono autori da cui sente di essere stato influenzato in maniera particolare?
Vorrei averne più di rituali! Ma per la maggior parte, mi ritaglio un po’ di tempo (di solito nei fine settimana o in vacanza) e vedo dove le parole mi portano. Ti dirò questo: ho scoperto che il posto migliore dove lavorare è il tavolo della cucina di qualcun altro. Perché quando sono in un bar o da qualche altra parte in pubblico, ci sono troppe distrazioni. E quando sono nella mia cucina, mi interrompo in continuazione per mangiare, pulire o bighellonare. Ma quando è la cucina di qualcun altro, uno non vuole mangiare niente dal loro frigo, non c’è ragione di pulire per loro e ci sono meno distrazioni.
Riguardo alle influenze di altri autori – oggi ci sono così tanti autori di letteratura per giovani adulti che scrivono letteratura originale e meravigliosa, e non posso non esserne inspirato. Letteralmente, ci sono dozzine di scrittori che mi ispirano. Non posso nemmeno cominciare ad elencarli.
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“Ogni giorno” parla dell’Identità: A deve fare i conti con la sua identità e i suoi limiti fisici. Questa è una metafora della ricerca della propria identità che ogni adolescente deve affrontare? Citando il suo romanzo “Non sono accecato dal passato o motivato dal futuro. Mi concentro sul presente, perché è lì che sono destinato a vivere.” È questo di cui abbiamo paura per gli adolescenti di oggi, che non abbiano né passato né futuro ma solo un eterno presente?
Non direi che quella frase si riferisce solo degli adolescenti – penso riguardi anche gli adulti.
Perché la nostra cultura sta provando sempre di più a trasformare gli adulti in adolescenti – creando per noi una società di gratificazione istantanea e mettendo costantemente in dubbio i ruoli. Penso che A sia interessante perché si è dovuto creare un’identità al di fuori di quello che ognuno gli/le dice di essere. Vorrei che avessimo tutti la possibilità di fare altrettanto.
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Traduzione di Emma Ianni, volontaria Mare di Libri
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David Levithan, Ogni giorno, Rizzoli – Traduzione A. Mari
Età di lettura consigliata: dai 13 anni