Aspettando Meg Rosoff

Aspettando Meg Rosoff

Manca meno di un mese all’ottava edizione del festival Mare di Libri e vogliamo presentarvi un nostro ospite, Meg Rosoff.
La pluripremiata autrice angloamericana verrà a Rimini a presentarci il suo ultimo romanzo, Fai finta che io non ci sia, che uscirà a breve in libreria edito da Rizzoli.
Abbiamo tradotto per voi la recensione del libro pubblicata sul Guardian.

Fai finta che io non ci sia: una recensione

Meg-Rosoff-Guardian

Ci complimentiamo con Meg Rosoff per questo motivo: sette romanzi per giovani adulti e nessuno con i due punti nel titolo o con un vampiro tra i personaggi. Ci ha dato una storia d’amore apocalittica, una satira teologica, una storia d’amore alla Hardy e adesso Fai finta che io non ci sia, che non ho idea di come classificare. Racconta la storia di Mila e di suo padre Gil, che stanno per fare visita a Matthew, un vecchio amico di Gil, a New York, quando apprendono che è scomparso, lasciandosi alla spalle la moglie e il figlio (e il cane). La moglie di Matthew chiede loro di raggiungerli comunque e di aiutarla a trovarlo. Mila crede di avere una sorta di seconda vista che le consente di leggere i sentimenti della gente. Parla come un analista, o come un adolescente di John Green, che è carino o incredibile a seconda del punto di vista. Qui sta parlando – come fa spesso – di se stessa: “Quando dico che mi piacerebbe essere una lastra di vetro, mento. Desidero che una parte di me rimanga nell’ombra almeno quanto desidero che qualcuno mi conosca.” Non ci sono virgolette, quindi il confine tra i pensieri di Mila e quelli degli altri personaggi è sfumato. Siamo intrappolati nella sua versione dei fatti.

Vi potreste immaginare un romanzo che parla di un’eroina che è una specie di Sherlock emotivo. O magari una ragazza il cui superpotere è una vana illusione. Trattandosi della Rosoff, si potrebbe anche immaginare una storia in cui Mila si rivela essere la reincarnazione del cane da cui ha preso il nome. Fai finta che io non ci sia non è nessuna di queste cose. La narrazione oscilla come l’ago di una bussola, schizzando da una possibilità all’altra, ma alla fine punta a nord. In Come vivo ora, c’è voluta una bomba nucleare per accendere la storia. Qui, la Rosoff ha fatto un colpo da maestro, scrivendo un libro coinvolgente in cui – attenzione spoiler – accade molto poco. La ricerca non è molto pericolosa e il mistero non è molto misterioso. E, dopo tutto, Mila non ha perso un amico o un padre – solo un amico di suo padre.

Questa è una storia che racconta l’ampia e fragile tela delle amicizie e delle conoscenze che ci sostiene – un tema affascinante per una generazione i cui gruppi di Facebook possono sembrare più immediati di quelli di carne e sangue. Ciascun bambino è Don Chisciotte. Dal bambino nel giardino sul retro che commenta le proprie abilità calcistiche ai membri preadolescenti delle gang che si immaginano gangster, le storie sono la frequenza su cui ci segnaliamo al mondo. Come Invito a nozze [di Carlson McCullers] e Estate dolceamara [di Rumer Godden], Fai finta che io non ci sia registra i sottili cambi di parte e le situazioni inaspettate attraverso cui l’eroina scopre che le storie che vive non saranno abbastanza per il caotico e spietato mondo degli adulti.

 

Traduzione dall’inglese di Francesco Ressa.