Il colpo di fulmine del volontario

Colpa delle stelle

John Green, Colpa delle stelle, Rizzoli
Età di lettura consigliata: dai 15 anni

Cercando Alaska, il miglior libro di John Green, è un libro dalla lettura del quale si esce cambiati. Un libro che ti rimane nella pelle e diventa parte di te.
Difficile pensare di poterne leggere un altro che raggiungesse lo stesso livello, scritto dallo stesso autore. Ma John Green ha voluto stupirci. E con Colpa delle stelle ci è riuscito.

Hazel e Augustus hanno il cancro, che li ha privati rispettivamente di polmoni degnamente funzionanti e di una gamba. Vivono da sempre una vita di terapie sperimentali e gruppi di supporto, sempre sospesi tra la speranza che dottori e parenti cercano di alimentare e la vista dei propri coetanei e amici, che continuano a peggiorare e a morire.
La loro storia, però, non è la storia della loro malattia. I libri sul cancro fanno schifo, dice Hazel, e Colpa delle stelle per fortuna non lo è. Prima di tutto, è un libro sull’amore. Perché quando hai sedici anni e vivi il primo grande amore della tua vita, possiedi la giusta dose di forza da dimenticarti della bombola di ossigeno, che sei costretto a portarti dietro per respirare, della gamba artificiale, delle medicine da prendere.
È un libro che parla del dolore e non lo nega, non lo edulcora, non lo nasconde. Dimostra che la consapevolezza della propria condizione permette di scherzarci sopra, per quanto tragica possa essere. È un libro dove la penna di Green è immediatamente riconoscibile dai dialoghi brillanti che lo riempiono e dai personaggi meravigliosi, coinvolgenti e veri che lo popolano, personaggi che entrano prepotentemente a far parte della vita del lettore, per non uscirne più.
Tutti vogliamo essere ricordati. Anche io. Questo è ciò che più mi disturba, essere un’altra immemore vittima dell’antica e ingloriosa guerra contro la malattia” dice Augustus in quella che probabilmente è una delle più belle lettere d’amore mai scritte.
Se lui e Hazel potessero ascoltarmi, direi loro che dalla loro storia ho imparato tanto, e che dimenticarli mi sarà impossibile.

Anna, 20 anni