Recensione a più voci

Figli dello stesso cielo

Igiaba Scego, Figli dello stesso cielo, Piemme
Età di lettura consigliata: dagli 11 anni

TRAMA

Igiaba non hai mai conosciuto suo nonno Omar, e l’unico ricordo che ha di lui è una semplice fotografia. Lo incontra però spesso in sogno, dove racconta frammenti del suo passato ad un’Igiaba di undici anni.
Omar è nato in Somalia, a fine ‘800, ha vissuto sulla sua pelle l’esperienza del colonialismo e del fascismo italiano. Nel corso di lunghe passeggiate spiegherà a sua nipote cosa significava per un somalo vivere in quegli anni e quanto ci influenzano ancora oggi.

L’OPINIONE CRITICA
di Luca Villa

Il passato coloniale italiano è stato relegato per molto tempo nell’oblio della memoria storica del nostro Paese: come ci ricorda l’autrice all’inizio di questo libro, “colonialismo” è sempre stata una parola difficile con cui fare i conti, difficile da spiegare, soprattutto ai più giovani.
Con Figli dello stesso cielo Igiaba Scego si pone l’obiettivo di colmare questo vuoto, e grazie ad un continuo viaggio tra passato e presente riesce magistralmente a fare luce su un periodo doloroso della nostra storia, aiutandoci a riconoscere le eredità che il razzismo ci ha lasciato.
Anche se Scego sottolinea fin da subito come l’Italia sia stata colonialista ben prima dell’avvento del fascismo, la narrazione non assume mai la direzione di un processo agli italiani. Sapere cosa siamo stati non serve ad alimentare sensi di colpa, ma a metterci in guardia su ciò che potremmo diventare.
Perché se il colonialismo storico è un’esperienza conclusa, esso ha prodotto disuguaglianze che ancora oggi influenzano i movimenti migratori di massa, e il razzismo che ne è alla base ha messo radici profonde nella nostra società.

 

L’OPINIONE DEI LETTORI E DELLE LETTRICI
di Viola, 13 anni
maglietta blu del festival Mare di Libri

La mia parte preferita del libro è l’inizio del racconto, quando Omar, che ha appena undici anni, capisce che non riuscirà mai a vivere una vita piena di avventure se rimane nel suo piccolo villaggio natale, e decide quindi di partire per cercare fortuna ed inseguire i propri sogni.
Consiglio questo libro a tutte le persone che hanno voglia di scoprire ed imparare la storia del colonialismo italiano e vogliono gustare una meravigliosa avventura di un ragazzo in cerca di una vita appassionante e movimentata!
Vorrei consigliare anche il film Gandhi che, partendo dalla figura di Mahatma “Bapu” Gandhi, racconta del colonialismo in India. Questo film mi ha permesso di conoscere la storia di Gandhi, grande politico, filosofo e avvocato indiano, rappresentante dello scontro non violento, e di interessarmi ulteriormente alle storie del colonialismo.

 

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Djarah Kan, Ladri di denti, People
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Giuseppe Catozzella, Non dirmi che hai paura, Feltrinelli

 

COLLEGAMENTI MULTIMEDIALI PER CONTINUARE A RIFLETTERE SULLA STORIA TRA MUSICA, FILM E ALTRO ANCORA:

Ascolta – Fiume Sand Creek, Fabrizio De Andrè, 1981
Guarda – Gandhi, film di Richard Attenborough, UK e India, 1983

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