Hanna non chiude mai gli occhi

il colpo di fulmine del volontario

Luigi Ballerini, Hanna non chiude mai gli occhi, San Paolo
Età di lettura cosigliata: dai 13 anni
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Questo libro racconta la storia del console italiano di Salonicco Guelfo Zamboni, che durante l’occupazione nazista del 1943 cercò di salvare più ebrei possibili dalla deportazione. Inizialmente si preoccupò degli ebrei italiani, ma in poco tempo capì che non poteva limitarsi a quelle poche persone. Sapeva infatti che nessun uomo, di qualunque nazionalità fosse, meritava di subire il trattamento umiliante che i tedeschi riservavano alla comunità ebraica. Il console, insieme al capitano Lucillo Merci, rilasciò la cittadinanza italiana a moltissime persone, arrivando anche a concederla sulla base di parenti molto lontani che avevano un cognome apparentemente italiano.

Parallelamente a questa vicenda, viene narrata anche la storia di due quindicenni ebrei che si ritrovano a dover vivere nella stessa casa nel ghetto di Kalamaria. Hanna, una ragazzina molto sveglia e determinata, in poco tempo riesce ad accettare la presenza di Yosef nella sua vita, e tra i due nasce un legame molto forte. Diventano inseparabili, condividono timori e brevi attimi di serenità, si recano insieme nei luoghi più pericolosi, anche in quelli vietati agli ebrei, pur di vedere davvero cosa succede. Così, mentre la crudeltà dei nazisti aumenta, i ragazzi vengono sempre più oppressi dalle restrizioni e dalla paura. Hanna e Yosef però si sostengono a vicenda, anche se non comprendono il perché di tutta la malvagità che li circonda, e grazie al profondo affetto che li lega riescono a non affondare nel mare di odio.
Nel frattempo la corsa del console e dei suoi collaboratori contro la furia nazista diventa sempre più difficile e frenetica, ma non si arresterà fino alla completa estinzione della colonia ebraica di Salonicco. La fatica e l’impegno cresceranno, così come i rischi, ma nessuno di loro smetterà mai di opporsi all’odio gratuito, rimanendo umani fino alla fine.

La lettura del libro è scorrevole, le pagine si susseguono con facilità, mentre il lettore viene coinvolto sempre di più nella storia. La storia di Hanna e Yosef non è reale, ma per scriverla Ballerini ha consultato numerose fonti storiche, attingendo anche agli archivi della scuola italiana che in quel periodo esisteva a Salonicco. Così ha preso spunto dai temi dei ragazzi per renderla verosimile, per ricreare l’atmosfera del tempo e raccontare episodi della vita dei due giovani protagonisti.
Sono due le caratteristiche del libro che colpiscono di più: approfondisce una parte poco conosciuta della resistenza al nazismo, e lo fa in maniera semplice e fedele alla realtà; dona vitalità ai personaggi, rendendoli credibili e facendo in modo che sia impossibile non condividere le loro paure, i dubbi, le gioie e le sofferenze.

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Elena, 19 anni