Siamo tutti fatti di molecole

il colpo di fulmine del volontario

Susin Nielsen, Siamo tutti fatti di molecole, Il Castoro
Età di lettura cosigliata: dai 13 anni
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 “Siamo tutti fatti di molecole” è una delle più radicate convinzioni di Stewart, tredicenne intelligente al limite del geniale e, come molti personaggi intellettualmente superdotati, privo di senso pratico e di vita sociale. Le molecole di sua madre, soprattutto, morta da due anni per un cancro, sono presenti nella coperta colorata nella quale lei si avvolgeva sempre, e che ora lui usa per sentirsi al sicuro e ripararsi, almeno per un momento, dal dolore della perdita, dalla fatica nell’inserirsi nella nuova scuola e, perché no, anche dalle difficoltà sociali e relazionali provocate dall’essere troppo intelligente.

 Figuriamoci cosa può pensare Ashley, assistendo a tale comportamento “strambo”, solo uno dei tanti di Stewart: lei, quattordicenne dedita anima e corpo alla moda e alla cura del proprio aspetto, del cui fascino è perfettamente consapevole, ha da poco visto la bolla di perfezione nella quale è vissuta finora dissolversi in un momento, da quando il padre si è dichiarato omosessuale ed è andato a vivere nella casetta sul retro, e la madre ha portato a vivere insieme a loro il nuovo compagno, automaticamente il Nemico per la ragazza.

Quel fratellastro fastidioso e saccente è solo un’ulteriore, inutile, conseguenza del disastro.

Il libro di Susin Nielsen è bello perché nulla di ciò che vi accade ci è estraneo, ogni dinamica familiare, scolastica, amorosa, ha più di una corrispondenza nella vita di chi legge: tra un rapporto familiare idilliaco (chi non ricorda le sorelle March di Piccole donne?) e una porta sbattuta in faccia alla famiglia che non ti capisce, magari subito dopo aver distrutto per puro dispetto qualcuno degli oggetti di tuo fratello, quale delle due situazioni ci è più nota? E tra una delle tante storie d’amore perfette, strappalacrime e a lieto fine che la letteratura ci propone, e la delusione provocata dalla prima cotta per un ragazzo che si rivela tutto il contrario della perfezione, cosa ci suona più familiare?

In una trama semplice e divertente, ciò che davvero appassiona è la mancanza di distanza tra ciò che si legge e ciò che sperimentiamo quotidianamente. Addirittura, nemmeno l’ormai stereotipato contrasto tra i protagonisti giovani e i soliti adulti statici e opprimenti trova spazio in questa storia: qui a commettere errori sono sia gli adulti che i ragazzi, e gli stessi adulti e ragazzi troveranno anche, presto o tardi, un punto d’incontro e una via d’uscita per creare un nuovo equilibrio… come in ogni strana, improvvisata neo-famiglia allargata che si rispetti!

Anna, 22 anni