La narrativa YA è per tutti

La narrativa Young Adult è per tutti
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In occasione dell’uscita di Colpa delle stelle al cinema, la giornalista americana Ruth Graham scriveva un articolo per la rivista online Slate in cui criticava gli adulti che leggono i romanzi per adolescenti. Qualche settimana dopo A. O. Scott annunciava in un articolo per il Times la morte dell’età adulta in America, catalizzata dall’eccesiva diffusione di contenuti culturali come i film tratti dai fumetti, il cinema d’animazione e in generale tutte le storie che hanno eroi adolescenti.
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Stanchi di vedere la narrativa per ragazzi ancora una volta considerata letteratura di serie b, vi proponiamo questo pezzo pubblicato sul Guardian e scritto da Damien Walters per la sua rubrica Weird Things, in cui periodicamente propone articoli su strane idee che vale la pena prendere in considerazione.
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Siete d’accordo?
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La narrativa Young Adult è amata perché parla a tutti (le storie per adulti no)
La narrativa per giovani adulti ci offre il migliore orientamento alle realtà sconfortanti e accidentate della vita adulta, grazie alle sue metafore fantascientifiche.
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È una vittoria facile per un critico letterario. Harry Potter prima, Hunger Games poi, e ora Divergent hanno dominato non solo il panorama editoriale ma anche la cultura popolare per più di vent’anni. Dopo aver detto agli adulti che è vergognoso leggere libri per bambini, tutto ciò che Ruth Graham oggi può fare è mettersi seduta e restare a guardare. Il critico cinematografico del Times, A. O. Scott, ha portato il dibattito a un livello successivo proclamando la morte dell’età adulta, individuando la narrativa per giovani adulti come il sintomo principale di una cultura che sta collassando in una adolescenza permanente.

Ma il fallimento della letteratura “seria” per adulti è davvero la causa di una tendenza a leggere in modo immaturo? Non prendiamoci in giro, il fallimento c’è. Un’occhiata a qualunque classifica di bestseller degli ultimi anni ci mostra un’editoria dominata da fantasie di evasione, thriller violenti, diverse sfumature di erotismo e, ovviamente, adolescenti. Nel 2013, uno dei pochi romanzi per adulti a raggiungere l’attenzione di un vasto pubblico è stato Il cardellino di Donna Tartt, un romanzo di formazione che segue il protagonista nel suo diventare, sì, un giovane adulto. Non è più credibile che sia la sub-cultura della letteratura seria a non cogliere nel segno, piuttosto che ogni persona che si gode la lettura di Hunger Games?

E poi, che cosa intendono questi critici e accademici quando definiscono seria la letteratura per adulti? L’aggettivo viene buttato lì ma non definito. Se dovessi valutare la letteratura per adulti con il metro riduttivo con cui i critici di genere giudicano la narrativa per adolescenti, allora i romanzi seri sarebbero quelli che parlano di persone di mezza età alle prese con stress da lavoro e frustrazione sessuale. Non voglio sminuire questi argomenti, ma sono significativi solo per persone di mezza età sessualmente frustrate, guarda a caso la stessa ristretta fetta di popolazione a cui a quanto pare si rivolge la letteratura per adulti. E chiaramente loro non leggono tanti libri quanti i loro figli.

Comunque la si veda, la narrativa per giovani adulti è la letteratura più seria nella cultura contemporanea. Ma questa serietà si manifesta in modi che molti critici faticano a comprendere. Il successo dei romanzi per adolescenti è stato paragonato all’affermarsi della fantascienza e del fantasy nella cultura popolare, ed entrambe utilizzano come strumenti l’allegoria e la metafora. Arriverà presto nelle sale [ora uscito, anche in Italia ndr] The Maze Runner, l’ultimo di una lunga serie di storie nate dai libri per giovani adulti a portare un’allegoria fantastica sotto gli occhi di un’audience di massa. Ma è il significato di questi racconti allegorici la vera fonte del successo della letteratura per adolescenti oggi.

I romanzi per giovani adulti rappresentano il male come un nemico che può essere visto e capito. Danno agli adolescenti un Lord Voldemort, un mostro che può essere sconfitto, un male che può essere sgominato. Ma sempre più spesso il male nella narrativa per giovani adulti è il mondo degli adulti in quanto tale. In Hunger Games è un mondo adulto di repressione politica ed economica. In Divergent è un mondo adulto che pretende conformità, a spese dell’individuo. In The Maze Runner il mondo adulto ha raggiunto un tale livello di complessità tecnologica che tutti si sentono persi al suo interno. E sempre di più, non sono solo gli adolescenti ad avere bisogno di avvertimenti allegorici contro la realtà degli adulti, ma gli adulti stessi.

È possibile che i romanzi per giovani adulti abbiano tutto questo successo non perché la nostra è una cultura di bamboccioni idioti, ma perché queste storie forniscono il migliore orientamento alla realtà disfunzionale della vita adulta? Le critiche di Ruth Graham e A. O. Scott si basano sul tacito presupposto che battere in ritirata dalla realtà adulta sia allo stesso tempo una debolezza e un errore. Bene. Se la realtà adulta è un enorme fardello di debiti, un lavoro burocratico estenuante e privo di significato e una disponibilità incondizionata agli ordini del capo, che arrivano direttamente sui tuoi Google glasses 24 ore al giorno, sette giorni su sette, allora preferisco essere fra gli adulti che suonano la ritirata per la generazione di ragazzi che verrà dopo di noi: scappate! salvatevi la vita, ragazzi! E non lasciate che gli adulti bloccati nel labirinto vi tengano intrappolati lì insieme a loro.

 
 
 
Traduzione dall’inglese di Teodora Camerini.

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