Da un altro mondo

la recensione del volontario

Ana Maria Machado, Da un altro mondo, Giunti
Età di lettura consigliata: dagli 11 anni

 

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La mamma di Elisa e di Leo ha deciso di trasformare un vecchio casolare appartenuto ai suoi genitori in un B&B.
I due fratelli, che amano molto questa casa di campagna, decidono di trascorrere lì un fine settimana insieme a Mariano, migliore amico di Leo, e a Tere, una vicina di casa.
Ad un tratto di notte sentono alcuni lamenti e vedono una bambina che dice di chiamarsi Rosario. Inizialmente, tutti pensano che sia un’ospite del casolare… solo all’alba, quando canta il gallo, si rendono conto che Rosario è un fantasma.
Nelle settimane successive, dopo diverse ricerche, Rosario riappare loro, raccontando la sua storia e quella degli schiavi nei campi di caffè del Brasile alla fine dell’800. Così Mariano e i suoi amici, grazie alla narrazione della bambina fantasma,  iniziano ad avere una visione diversa, più profonda e sincera delle atrocità che questi uomini e queste donne hanno dovuto subire. Rosario apparirà loro solamente un’altra notte in cui narrerà la fine della sua vicenda e di quella dei suoi compagni, strappando anche una promessa: non dimenticare e non far dimenticare la crudeltà della schiavitù, denunciandola al mondo intero.
La storia di Rosario si intreccia con quella degli altri ragazzi che non solo scoprono le loro radici ma capiscono anche l’importanza della memoria; inoltre, essi si rendono conto – nonostante la loro età – che la schiavitù non appartiene solo al passato, non può essere solo uno di quegli argomenti che si studia a scuola ma è purtroppo qualcosa di terribilmente attuale, legato al presente, e che chiama in causa anche oggi le nostre coscienze.

Un libro originale che, con straordinaria leggerezza e con sottile umorismo, tratta di diritti umani, di pregiudizi, di rispetto degli altri, di comprensione delle differenze e di tanto altro ancora.

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Maria Pia, 17 anni